Così,
chi si trova da quelle parti e decide di fermarsi per mangiare,
non potrà fare a meno, dopopranzo, di fare una visita al
Gruppo Usato&Usato Vecchio
Baule, immergendosi in un'atmosfera dal gusto retrò,
per andare a caccia d'oggetti d'altre epoche, o di passare in rassegna
i var ambienti arredati con mobili di stile contemporaneo per rifare
casa, unendo così il fare shopping e lo stuzzicare il palato
con riuscitissimi esperimenti gastronomici.
Fattostà che mangiare alla Fornace significa ritrovare il sapore dei cibi di un tempo della tradizione della Valcamonica, senza rinunciare al piacere di gustare qualche accostamento "ardito", ma sempre preparato con misura e sapienza.
Prendiamo ad esempio la "frittella soffice di gamberi al ginger e sesamo", o i "vol au vent di polenta e stoccafisso mantecato al tartufo nero nostrano", ed avremo due delle più originali reinterpretazioni di piatti di pesce dello chef Sergio Ducoli, che dopo essersi diplomato all'Istituto Alberghiero di Darfo Boario Terme, ha lavorato non solo in alcuni famosi ristoranti del Lago di Garda , (come Il Grifone o L'Ancora d'Oro), ma anche all'Hotel Principe di Savoia di Milano, come Chef Partie e all'Hotel Rialto a Gastaad, celebre stazione sciistica svizzera. |
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Ma Ducoli è abile anche con la carne, come dimostrano la sua "Lombatina di vitello marinato con misticanza e pecorino dolce” e il medaglione di manzo al rosso di Franciacorta “La Fornace”.
E che dire dei vari primi di cui uno, in particolare, ci riporta alla cucina tradizionale del luogo: i casoncelli (una sorta di ravioli ripieni) della Valcamonica? «Le caratteristiche territoriali della nostra valle - commenta al proposito Belingheri - e La tradizionale riservatezza dei suoi abitanti hanno consentito di conservare determinate elaborazioni culinarie che altrove sono andate perdute. Riproporre oggi questi particolari gusti significa da un lato ringiovanire la memoria della tradizione e, dall'altro, rispondere alla richiesta e al desiderio sempre più crescente nel consumatore di genuinità, qualità e gusti dal sapore antico». Un sapore antico che ritrova in tutti quei prodotti tipici dovuti alle caratteristiche morfologiche di questo territorio, comprendente il lago d'Iseo, il ghiacciaio dell'Adamello e il Lago Moro d'origine vulcanica, come il formaggio bagoss, il fatulì, il tartufo nero della Valcamonica, i derivati dalle castagne, i casoncelli.
Perfino il vino della Valcamonica, durante il dominio della Repubblica Veneta, veniva trasportato fino a Venezia e qui bevuto, data la sua eccellente qualità, dalla nobiltà del tempo. |
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“La tradizione di questa valle - continua Belingheri - è una cassaforte la cui combinazione sta nel modo di proporsi e di recepire, come moderni attori della ristorazione, principi ed insegnamenti che traggono origine dalla storia recente e passata sino a risalire agli antichi Camuni, passando attraverso i Romani che in Valcamonica crearono riferimenti per l'intero arco alpino, diffondendo la coltivazione di castagne e uva».
La Valcamonica, come dicevamo, deve, infatti, la sua fama ai Camuni, antica popolazione che, prima di essere sottomessa dai Romani, ha espresso la sua cultura attraverso le famose incisioni d'arte rupestre.
Naturale che un'eredità di tale fatta ispiri un'imprenditoria che gioca molto sul lato “culturale” della sua offerta. L'ambientazione d'ispirazione mitteleuropea del nostro ristorante - commenta Belingheri - è il frutto del continuo peregrinare dei suoi ideatori, che hanno saputo cogliere e coniugare spunti, tendenze, originalità e tradizione di diversa provenienza”. Come di diversa provenienza sono anche le etichette della cantina, ricca di proposte italiane, ma anche di vini australiani, sudafricani, californiani, uruguaiani, cileni ed altri ancora.
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